Equo appunti per la formazione, Trame di storie: abbigliamento equosolidale

Bio (ed equo) cotone anche a febbraio

La moda eco impazza: dagli stilisti internazionali che da anni fanno dell’eco-friendly la loro bandiera come Stella McCartney (che oltre a vestiti e borse ha creato anche una linea di cosmetici sostenibili e ha aperto una sezione del suo sito con consigli e video) ai primi esperimenti italiani di alta griffe come le borse eco-chic di Fendi. Ma per chi desidera che ciò che indossa oltre ad essere eco, sia anche etico e a prezzi ragionevoli le offerte non sono così ampie, o per lo meno, così note. Perchè un abito o un accessorio sia veramente sostenibile  dovrebbero esserne valutati non solo i materiali, ma anche la provenienza, i processi produttivi, le condizioni di lavoro e di vita di chi lo ha realizzato (e di episodi di greenwashing è pieno il mondo della moda).  Sostenibilità a 360 gradi: è quanto avviene con ogni capo e accessorio della linea Trame di Storie, che nel 2011 compie 9 anni. La collezione invernale, ad esempio, è interamente in cotone biologico. Coltivato senza l’uso di pesticidi chimici non inquina la terra, non danneggia la salute di chi lo coltiva e non irrita la pelle di chi lo indossa. Per di più è equosolidale: è coltivato dagli Organic Cotton Farmers di Akola, filato, tessuto, tinto e tagliato da Assisi Garments, un laboratorio sartoriale indiano dove lavorano un centinaio di ragazze disabili o in condizione di emarginazione. Da Gennaio 2009 i tessuti in cotone organico di altraQualità da Assisi Garments sono certificati da ICEA secondo gli standard del Global Organic Textile Standards (Gots).