Nepal - Hatale
Gli oggetti in feltro sono realizzati a mano dalle artigiane di Hatale, organizzazione di commercio etico del Nepal, nata per valorizzare le tradizionali arti produttive locali e, attraverso esse, creare opportunità di lavoro per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle loro famiglie.
La lavorazione del feltro è legata alla vita quotidiana delle popolazioni montane del Nepal, dove la lana è una risorsa abbondante e necessaria per affrontare un ambiente climatico non semplice. Il processo produttivo è rimasto immutato nei secoli e si basa su 3 semplici elementi: lana, acqua e sapone.
Il feltro non nasce, infatti, dalla tessitura: le fibre della lana vengono fatte infeltrire attraverso acqua, umidità, pressione e movimento, fino a formare un materiale compatto e resistente. È una lavorazione che richiede manualità ed esperienza, perché sono proprio le mani dell’artigiano a dare forma, spessore e carattere al materiale.
Il feltro di Hatale è ancora realizzato interamente a mano e non in modo industriale come per la maggioranza dei prodotti in circolazione.
Oltre il lavoro: possibilità, sostegno, reti di supporto
Nelle comunità rurali nepalesi per le donne non è facile trovare un lavoro retribuito, anche per la gestione della famiglia e le norme sociali. In Hatale, invece, oltre l’80% degli artigiani sono donne provenienti dai villaggi della valle di Kathmandu, Questo tipo di lavoro permette loro di avere una fonte di reddito senza dover lasciare la propria comunità.
L’organizzazione, inoltre, supporta le famiglie dei lavoratori anche per quanto riguarda l’istruzione dei figli, contribuendo alle spese scolastiche, tra gli obiettivi di Hatale infatti c’è anche quello di rafforzare le comunità locali e creare nuove opportunità per le generazioni future.
Nei momenti di crisi Hatale ha anche saputo creare reti di mutuo soccorso. Ad esempio dopo il devastante terremoto del Nepal nel 2015 o durante la pandemia, l’organizzazione ha fornito supporti per la ricostruzione delle abitazioni, cure mediche d’emergenza e ha garantito per quanto possibile la continuità dei salari. La stessa sede di Hatale è diventata un rifugio sicuro dove le donne condividono i propri problemi e trovano sostegno reciproco.

